Torna al blogCompliance

    Danni da sistemi di AI: accesso alle prove e nesso causale nel D.Lgs. 160/2026

    Gli articoli 16-20 del decreto trasformano log, gestione dei rischi e sorveglianza umana in materiale di prova. Cosa prevedono e cosa verificare in azienda, dai contratti con i fornitori alle polizze.

    ZeroFive.AI 16 settembre 2026Aggiornato il 18 settembre 2026 8 min

    In sintesi. Il decreto legislativo 160/2026, in vigore dal 30 settembre, cambia il modo in cui si discute in tribunale di un danno causato da un sistema di intelligenza artificiale. Il giudice può ordinare di esibire log, documentazione tecnica, gestione dei rischi e parametri di sorveglianza umana, e se quei documenti non arrivano senza un giustificato motivo i fatti allegati dal danneggiato si considerano ammessi. Quando il danno deriva da una violazione dell'AI Act il nesso causale è presunto, mentre la conformità, anche certificata, non basta da sola a escludere la responsabilità. Per un'azienda che usa AI la documentazione di governance diventa materiale di prova.

    Il 15 settembre 2026 la Gazzetta Ufficiale n. 214 ha pubblicato il decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160, un altro pezzo dell'adeguamento italiano al Regolamento (UE) 2024/1689. Il testo tiene insieme due materie lontane, l'uso dell'AI da parte delle Forze di polizia, che occupa la prima metà, e la responsabilità civile e penale legata ai sistemi di AI, che riguarda direttamente le imprese.

    Della parte penale, con il nuovo articolo 437-bis del codice penale e l'articolo 25-vicies del decreto 231, ci occupiamo nell'articolo aggiornato sul D.Lgs. 231/2001. Qui guardiamo agli articoli da 16 a 20, gli strumenti processuali civili per chi chiede il risarcimento di un danno: cinque articoli brevi che interessano chi firma i contratti con i fornitori, approva le polizze e risponde al consiglio di amministrazione, anche senza essere avvocato. ZeroFive non è uno studio legale, per cui descriviamo il testo e le sue conseguenze organizzative, lasciando l'interpretazione a giurisprudenza e dottrina.

    Il perimetro delle nuove regole

    L'articolo 16 distingue due livelli. Le regole sull'accesso alle prove valgono per tutte le azioni di risarcimento, contrattuali ed extracontrattuali, per danni cagionati nell'utilizzo di un sistema di AI, qualunque sia la sua classe di rischio, mentre la presunzione del nesso causale e la regola sulla conformità si applicano solo quando il danno deriva dalla violazione di uno o più obblighi dell'AI Act.

    Restano ferme due discipline parallele, il risarcimento previsto dall'articolo 82 del GDPR e la futura norma italiana di recepimento della direttiva (UE) 2024/2853 sulla responsabilità per prodotti difettosi, che include il software e va recepita entro il 9 dicembre 2026. Per le persone fisiche che agiscono fuori dalla propria attività professionale il decreto aggiunge la competenza del giudice del luogo di residenza o domicilio: un consumatore può fare causa vicino a casa, anche contro un'impresa che ha sede altrove.

    L'esibizione delle prove

    L'articolo 17 permette al giudice, su istanza di chi afferma di aver subito il danno, di ordinare all'altra parte o a un terzo l'esibizione degli elementi di prova relativi al funzionamento del sistema. La condizione è che l'istante presenti fatti ed elementi che rendano verosimile la domanda, compreso il collegamento tra il risultato prodotto dal sistema e il danno lamentato. Il testo indica quattro categorie di documenti, tutte già previste dall'AI Act.

    DocumentoRiferimento AI ActCosa permette di ricostruireChi lo tiene di norma
    Registri automatici (log)Art. 12Cosa ha fatto il sistema, quando e su quali inputFornitore; il deployer conserva quelli sotto il proprio controllo (art. 26)
    Sistema di gestione dei rischiArt. 9Quali rischi erano noti e con quali misure sono stati trattatiFornitore
    Documentazione tecnicaArt. 11Come il sistema è stato progettato, addestrato e testatoFornitore
    Parametri e modalità di sorveglianza umanaArt. 14Chi poteva intervenire, con quali strumenti e in quali casiFornitore per il disegno, deployer per l'attuazione

    L'ordine deve restare limitato a quanto necessario e proporzionato, e il giudice tutela segreti commerciali e informazioni riservate richiamando l'articolo 121-ter del codice della proprietà industriale. La parte che non esibisce senza giustificato motivo si espone a due conseguenze di peso diverso: il giudice può desumerne argomenti di prova secondo l'articolo 116 del codice di procedura civile, e quando l'inadempimento riguarda proprio i documenti della tabella, valutato ogni altro elemento, ritiene come ammessi i fatti allegati dall'istante. Il terzo che non esibisce, per esempio un fornitore che conserva log a cui l'azienda cliente non ha accesso, rischia una pena pecuniaria da 1.500 a 10.000 euro.

    Per un'azienda è la norma con l'effetto più immediato. Un registro dei log che non esiste, o che esiste presso un fornitore senza clausole di accesso, smette di essere una lacuna da sistemare nel prossimo audit e diventa un fatto che il giudice può leggere contro chi avrebbe dovuto tenerlo.

    Il nesso causale presunto

    L'articolo 18 è una frase sola: quando il danno deriva dalla violazione di uno o più obblighi dell'AI Act, il nesso di causalità tra violazione e danno è presunto, salvo prova contraria. La formulazione ha una circolarità evidente, perché dà per acquisito che il danno derivi dalla violazione, e toccherà ai giudici stabilire quanto il danneggiato debba dimostrare prima che la presunzione operi. L'effetto atteso è uno spostamento dell'onere verso il convenuto, che dovrà provare un'origine diversa del danno.

    Diventa quindi rilevante sapere quali obblighi del regolamento sono già applicabili. Le pratiche vietate dell'articolo 5 e l'alfabetizzazione dell'articolo 4 valgono dal 2 febbraio 2025, gli obblighi sui modelli di AI per finalità generali dal 2 agosto 2025, la trasparenza dell'articolo 50 dal 2 agosto 2026. Gli obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III, dopo il Digital Omnibus (Regolamento (UE) 2026/1744), si applicano dal 2 dicembre 2027, quelli dell'Allegato I dal 2 agosto 2028: dal 30 settembre la presunzione lavora su un perimetro ridotto, che si allarga man mano che entrano in applicazione gli obblighi sull'alto rischio.

    La conformità come difesa parziale

    L'articolo 19 stabilisce che la conformità del sistema agli obblighi dell'AI Act, anche quando è certificata con le procedure di valutazione della conformità previste dal regolamento, non esclude di per sé la responsabilità del convenuto, fatto salvo quanto disporrà la norma di recepimento della direttiva sui prodotti difettosi.

    La regola parla della certificazione prevista dall'AI Act, e la sua logica si estende a qualunque attestazione volontaria, compresa una certificazione ISO/IEC 42001 del sistema di gestione. Un certificato racconta che a una certa data esisteva un insieme di controlli, mentre in giudizio si discute di come il sistema ha funzionato in quel caso specifico, e quella prova la forniscono i log, le evidenze di sorveglianza e le decisioni documentate.

    Quale framework serve davvero alla tua azienda?

    L'AI Rating misura la maturità sulle quattro aree del modello e indica da dove partire, con priorità e sforzo stimato.

    Avvia il tuo AI Rating

    Polizza assicurativa e azione diretta

    L'articolo 20 riguarda il CFO prima ancora dell'ufficio legale. Chi intende agire può chiedere al presunto responsabile se ha una polizza di responsabilità civile che copre quel danno, e il destinatario deve rispondere entro trenta giorni indicando gli estremi del contratto e la compagnia. La richiesta non condiziona la possibilità di fare causa, però una risposta omessa o incompleta può essere valutata dal giudice come argomento di prova.

    Il danneggiato ha poi azione diretta contro l'assicuratore, nei limiti del massimale, con il responsabile chiamato in giudizio come litisconsorte necessario. L'assicuratore può opporre le eccezioni contrattuali anteriori al sinistro e, dopo aver pagato, rivalersi sull'assicurato nella misura in cui avrebbe potuto rifiutare o ridurre la prestazione. Una polizza che esclude i danni da sistemi automatizzati, o che lega la copertura a controlli mai attuati, lascia l'azienda scoperta proprio quando la causa arriva.

    Un esempio ipotetico

    Un'azienda di servizi usa il sistema di AI di un fornitore esterno per smistare le richieste di assistenza e decidere quali pratiche passano a un operatore. Un cliente la cui richiesta è stata archiviata in automatico subisce un danno economico e chiede il risarcimento, allegando le comunicazioni ricevute e la tempistica della vicenda, così il giudice ordina di esibire i log delle decisioni e le modalità di sorveglianza umana.

    L'azienda scopre in quel momento che i log restano sui server del fornitore per trenta giorni, che il contratto non ne prevede il rilascio in caso di contenzioso e che la supervisione degli operatori non è mai stata descritta per iscritto. Il fornitore può essere chiamato a esibire come terzo, ma sulla sorveglianza umana l'azienda non ha nulla da produrre, e su quel punto i fatti allegati dal cliente rischiano di essere considerati ammessi. L'esempio è illustrativo, serve a mostrare il meccanismo e non descrive un caso reale.

    Le verifiche da fare adesso

    • Esiste un registro dei sistemi di AI in uso, con un responsabile per ciascuno e la classificazione di rischio secondo l'AI Act?
    • Per ogni sistema, chi conserva i log, per quanto tempo e in quale formato esportabile?
    • I contratti con i fornitori prevedono l'accesso a log, documentazione tecnica e gestione dei rischi in caso di contenzioso, con tempi compatibili con un ordine del giudice?
    • La sorveglianza umana è descritta per iscritto, con chi interviene, su quali segnali e con quale traccia dell'intervento?
    • Le polizze di responsabilità civile coprono i danni da sistemi di AI, e con quali esclusioni o condizioni?
    • Chi in azienda risponde entro trenta giorni a una richiesta sull'esistenza della copertura?
    • Il modello organizzativo 231 tiene conto del nuovo articolo 25-vicies?

    Il passo successivo

    Quasi tutte le domande della lista trovano risposta solo dopo un inventario dei sistemi e una fotografia delle evidenze che l'azienda produce davvero. Per il metodo puoi partire dalla guida all'inventario dei sistemi AI e da quella sulla documentazione minima di un AIMS, mentre il quadro degli obblighi per ruolo è nella guida completa all'AI Act.

    Con l'AI Rating misuriamo la maturità dell'azienda anche sulla dimensione AI Risk, che copre compliance, sicurezza e governance dei rischi. Per discutere il tuo caso puoi fissare un incontro di valutazione oppure scrivere a hello@zerofive.ai.

    Questo articolo descrive il testo normativo e le sue implicazioni organizzative, e non costituisce parere legale.

    Fonti. Decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160, Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 214 del 15 settembre 2026, articoli 16-20; Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) come modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744, articoli 4, 5, 9, 11, 12, 14, 26 e 50; Regolamento (UE) 2016/679, articolo 82; Direttiva (UE) 2024/2853; codice di procedura civile, articolo 116; decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, articolo 121-ter.

    Vuoi discuterne applicato alla tua azienda?

    30 minuti con noi per capire da dove iniziare, oppure un AI Rating per misurare il punto di partenza.

    #D.Lgs. 160/2026#responsabilità civile AI#AI Act#onere della prova#documentazione AI#assicurazione AI
    Condividi

    Continua a leggere