Compliance AI

    La mappa delle normative e da dove iniziare

    AI Act, Cyber Resilience Act, NIS2, ISO/IEC 42001, GDPR, diritto d'autore: un unico quadro per governare gli obblighi che toccano l'AI, con l'AI Rating che misura la distanza dai requisiti.

    La compliance AI diventa concreta quando qualcuno chiede evidenze: un comitato rischi che vuole il registro dei sistemi AI, un cliente enterprise che la inserisce tra i criteri di qualifica fornitori, un audit che chiede chi ha approvato quel modello e su quali dati è stato addestrato.

    Il quadro europeo non è una norma sola, ma un sistema di regolamenti, direttive e standard sovrapposti su ambiti diversi: rischio dei sistemi, sicurezza delle infrastrutture, protezione dei dati, proprietà intellettuale.

    Il contesto italiano (Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, edizione 2025):

    • 71% delle grandi aziende italiane ha progetti AI attivi
    • 9% ha una governance AI strutturata
    • Il restante 91% affronta ogni richiesta di evidenze da zero, con costi e tempi crescenti a ogni gara, audit o rinnovo

    Questa pagina mappa le principali normative che toccano l'AI e mostra dove ciascuna si aggancia al modello AI Rating di ZeroFive.AI, che misura la distanza tra lo stato attuale e i requisiti.

    Le scadenze in ordine

    • 2 agosto 2026AI Act, obblighi di trasparenza dell'articolo 50 e regime sanzionatorio
    • 11 settembre 2026CRA, segnalazione di vulnerabilità attivamente sfruttate e incidenti gravi
    • 2 dicembre 2026AI Act, marcatura leggibile dalle macchine dei contenuti generati
    • 2 dicembre 2027AI Act, sistemi ad alto rischio dell'Allegato III
    • 11 dicembre 2027CRA, requisiti essenziali di cybersicurezza dell'Allegato I
    • 2 agosto 2028AI Act, sistemi ad alto rischio incorporati in prodotti dell'Allegato I

    Calendario AI Act aggiornato al Regolamento (UE) 2026/1744. Le date del Cyber Resilience Act seguono il Regolamento (UE) 2024/2847.

    EU AI Act, il regolamento di riferimento

    Il Regolamento UE 2024/1689 introduce un approccio basato sul rischio: i sistemi AI vengono classificati dal rischio minimo a quello inaccettabile, con obblighi proporzionati che includono valutazioni d'impatto, registri dei sistemi, trasparenza verso gli utenti, supervisione umana effettiva e un sistema di gestione dei rischi continuo e documentato. Gli obblighi non ricadono solo su chi sviluppa: anche i deployer, le organizzazioni che usano sistemi AI nei propri processi, hanno responsabilità dirette, in particolare sui sistemi ad alto rischio. Il calendario applicativo è stato riscritto dal Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 luglio 2026: gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 e il regime sanzionatorio si applicano dal 2 agosto 2026, quelli sui sistemi ad alto rischio dell'Allegato III dal 2 dicembre 2027 e quelli sui sistemi incorporati in prodotti già regolati dell'Allegato I dal 2 agosto 2028.

    Nel modello AI Rating ogni requisito chiave del regolamento è mappato su una dimensione di valutazione, così che l'assessment funzioni da gap analysis preliminare per la conformità: la carenza rilevata arriva già collegata al riferimento normativo e all'azione correttiva.

    ISO/IEC 42001: lo standard di gestione dell'AI

    ISO/IEC 42001:2023 è il primo standard internazionale certificabile per i sistemi di gestione dell'AI. Definisce il sistema con cui un'organizzazione governa l'AI in modo continuativo, dalle policy fino ai controlli operativi, con la stessa logica con cui ISO/IEC 27001 governa la sicurezza delle informazioni. È lo standard più vicino allo spirito dell'AI Act e sta entrando nelle qualifiche fornitori come prova, verificata da terzi, che la governance dichiarata esiste davvero. Dal 13 marzo 2026 lo standard è anche norma europea: CEN lo ha adottato senza modifiche come EN ISO/IEC 42001:2026, con recepimento da parte degli organismi nazionali di normazione entro settembre 2026.

    Il framework ZeroFive.AI è costruito in coerenza con lo standard: implementare le raccomandazioni che emergono dal rating significa, nella sostanza, percorrere la strada verso i suoi requisiti, con il vantaggio di sapere prima dove si è indietro e quanto costa colmare il gap.

    NIS2 e la catena di fornitura

    La Direttiva UE 2022/2555, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, impone ai soggetti essenziali e importanti obblighi di sicurezza che si estendono alla supply chain. Un'azienda nel perimetro NIS2 che integra fornitori AI nei propri processi deve valutarli, contrattualizzarli e monitorarli come parte del proprio perimetro di rischio, e chi vende soluzioni AI a quei soggetti deve aspettarsi di essere valutato con quel metro.

    La governance AI e la cyber sicurezza qui si incontrano: l'assessment dialoga con i presidi che il CISO ha già costruito, senza duplicarli, e restituisce al comitato rischi una vista unica su dove i sistemi AI espongono l'organizzazione.

    Cyber Resilience Act: la sicurezza dei prodotti con elementi digitali

    Il Regolamento (UE) 2024/2847 impone requisiti di cybersicurezza a chi immette sul mercato europeo prodotti con elementi digitali, una categoria che comprende il software distribuito come prodotto e non soltanto i dispositivi connessi. Il perimetro è diverso da quello di NIS2, che si rivolge ai soggetti essenziali e importanti: qui il criterio è l'immissione del prodotto sul mercato, e questo porta dentro l'obbligo molte software house e molti fornitori che nel perimetro NIS2 non rientrano. Il calendario è scaglionato: il regolamento è in vigore dal 10 dicembre 2024, il capo IV sulle autorità di controllo si applica dall'11 giugno 2026, gli obblighi di segnalazione dell'articolo 14 dall'11 settembre 2026 e i requisiti essenziali dell'Allegato I dall'11 dicembre 2027.

    La parte già operativa cambia il lavoro quotidiano dei team. Chi viene a conoscenza di una vulnerabilità attivamente sfruttata trasmette una prima allerta entro ventiquattro ore, una notifica completa entro settantadue ore e un rapporto finale entro quattordici giorni dalla disponibilità di una misura correttiva; per un incidente grave la sequenza iniziale è identica e la relazione finale arriva entro un mese. Il canale è la Single Reporting Platform gestita da ENISA, con un unico invio indirizzato al CSIRT designato come coordinatore, che in Italia opera all'interno dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. L'obbligo si applica anche ai prodotti già messi a disposizione sul mercato prima dell'11 dicembre 2027.

    La piena applicazione del CRA cade nove giorni dopo gli obblighi AI Act per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III. Per chi sviluppa o integra software con componenti AI destinati al mercato europeo si tratta di una sola finestra di preparazione, con evidenze che si sovrappongono ampiamente: registro dei sistemi, gestione dei rischi, tracciabilità delle versioni, requisiti verso i fornitori. Nel rating queste evidenze vengono valutate una volta sola, senza aprire due cantieri che chiedono gli stessi documenti a due direzioni diverse dell'azienda.

    Sul fronte delle proposte, il pacchetto cyber presentato dalla Commissione il 20 gennaio 2026 sostituirebbe il Cybersecurity Act del 2019 con un nuovo regolamento (COM(2026) 11) e modificherebbe NIS2 in modo mirato (COM(2026) 13). Il blocco che tocca più da vicino chi acquista tecnologia riguarda la catena di fornitura ICT: la Commissione potrebbe designare paesi terzi come portatori di preoccupazioni di cybersicurezza, classificare come ad alto rischio i fornitori da essi controllati e imporre periodi di dismissione delle apparecchiature. Il testo è in negoziato e nel progress report del 22 maggio 2026 il Consiglio ha chiesto chiarimenti sulla metodologia di identificazione, quindi va trattato come segnale di direzione più che come obbligo imminente. Le decisioni di fornitura prese nei prossimi mesi produrranno comunque i loro effetti dentro quel quadro.

    Dati personali e sicurezza: GDPR e la famiglia ISO 27000

    Ogni sistema AI che tratta dati personali resta soggetto al GDPR, dai principi di minimizzazione alle valutazioni d'impatto privacy. Intorno al regolamento si muovono gli standard di sicurezza che il procurement chiede da anni: ISO/IEC 27001 per il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni, ISO/IEC 27017 per i controlli specifici del cloud, ISO/IEC 27018 per la protezione dei dati personali nel cloud pubblico. Un modello addestrato o alimentato con dati personali eredita tutti gli obblighi di protezione di quei dati, e le due filiere di compliance, quella privacy e quella AI, vanno lette insieme.

    ZeroFive.AI non rilascia certificazioni, e lo diciamo con chiarezza: misuriamo la distanza dai requisiti, prepariamo l'organizzazione al confronto con enti certificatori e audit dei clienti, costruiamo le evidenze che quei percorsi richiedono.

    Dove ogni normativa incontra l'AI Rating

    L'AI Rating valuta la maturità AI su quattro dimensioni (Readiness, Delivery, Risk, Confidence), con punteggio 0-5 e classi A-D. Le normative non vivono in un capitolo separato del modello, attraversano tutte le dimensioni, ed è questo che rende il rating utilizzabile come gap analysis unica invece di quattro progetti di compliance paralleli.

    Requisito normativoDove lo misura l'AI RatingCosa produce
    AI Act, sistema di gestione dei rischiAI Risk, con gate critici non compensabili su compliance ed eticaVerifica dei processi di risk assessment e mitigazione, registro dei sistemi
    AI Act, data governance e qualità dei datiAI ReadinessAnalisi di data quality, lineage e misure anti-bias nei dataset
    AI Act, supervisione umanaAI ConfidenceVerifica dei processi human-in-the-loop e della formazione degli operatori
    AI Act, accuratezza e cyber sicurezzaAI DeliveryAudit delle pratiche MLOps, del monitoring in produzione e della sicurezza infrastrutturale
    ISO/IEC 42001, sistema di gestione AIAI Risk e AI ConfidencePre-assessment rispetto ai requisiti dello standard, evidenze per l'ente certificatore
    NIS2, sicurezza della supply chainAI Risk e AI DeliveryValutazione dei fornitori AI e della robustezza dei sistemi nel perimetro di rischio
    CRA, gestione delle vulnerabilità e obblighi di segnalazioneAI Risk e AI DeliveryVerifica dei processi di rilevazione, dei tempi di notifica e della catena di responsabilità verso CSIRT ed ENISA
    CRA, requisiti essenziali di cybersicurezza e distinta dei componenti softwareAI DeliveryAnalisi della sicurezza del ciclo di sviluppo, della SBOM e della politica di aggiornamento dei prodotti
    GDPR e ISO 27018, dati personaliAI Readiness e AI RiskMappatura dei trattamenti nei flussi AI, raccordo con DPO e presidi privacy esistenti
    Direttiva Copyright e obblighi GPAIAI RiskVerifica delle garanzie contrattuali dei fornitori e delle policy d'uso interne

    Gate critici: compliance legale ed etica non sono compensabili. Un'azienda eccellente su tutto il resto ma scoperta su questi fronti non ottiene un rating alto, perché nella realtà quel rischio non si compensa. Nel report ogni carenza è citata con il riferimento normativo pertinente, dall'assenza di un registro dei sistemi AI alla mancanza di un processo continuo di gestione dei rischi.

    Domande frequenti

    L'AI Act si applica anche a chi usa l'AI, non solo a chi la sviluppa?

    Sì. Il regolamento assegna obblighi anche ai deployer, le organizzazioni che utilizzano sistemi AI, in particolare quelli ad alto rischio: supervisione umana e monitoraggio dei sistemi, oltre all'obbligo di informare le persone coinvolte.

    ISO/IEC 42001 è obbligatoria?

    No, è uno standard volontario. Sta però diventando un requisito di fatto nelle gare e nelle qualifiche fornitori, perché dimostra con una verifica di terza parte che la governance AI dichiarata esiste.

    ZeroFive.AI certifica la conformità?

    No. Facciamo gap analysis, allineamento e preparazione. La certificazione spetta agli enti accreditati, il parere legale agli studi legali. Il nostro lavoro rende entrambi i percorsi più rapidi e meno costosi.

    Serve un progetto di compliance per ogni normativa?

    No, ed è l'errore più costoso. Le normative condividono gran parte delle evidenze richieste: un registro dei sistemi ben tenuto risponde all'AI Act, alimenta ISO 42001 e semplifica gli audit NIS2. L'AI Rating costruisce quella base comune una volta sola.

    Il Cyber Resilience Act riguarda anche chi vende solo software?

    Sì, quando il software viene immesso sul mercato come prodotto. Restano fuori i servizi puramente cloud, che ricadono semmai in NIS2, mentre le soluzioni di elaborazione dati da remoto necessarie alle funzioni del prodotto rientrano nel perimetro. La verifica va fatta prodotto per prodotto, prima del prossimo contratto di fornitura.

    Da dove conviene partire?

    Da una misurazione. L'AI Rating fotografa in 3-4 settimane la distanza tra lo stato attuale e i requisiti normativi rilevanti, con roadmap a 90 giorni e priorità. Decidere prima di investire costa meno che rimediare dopo.

    Come iniziamo

    Avviare una consulenza AI in tre passaggi

    Un percorso chiaro dal primo contatto alla decisione di investimento, senza impegno iniziale.

    01

    Call di 30 minuti

    Inquadriamo obiettivi, vincoli e livello di rischio. Nessuna licenza da vendere, nessun accordo di canale.

    02

    Valutazione preliminare

    Con l'AI Rating misuriamo la maturità AI su scala 1-5 e la distanza dai requisiti di EU AI Act e ISO/IEC 42001.

    03

    Percorso su misura

    Definiamo priorità, tempi e responsabilità: validazione con PROTOT.AI e, se il caso regge, messa in produzione governata.

    Vuoi sapere a che punto sei rispetto ad AI Act, CRA, NIS2 e ISO 42001?

    Prenota una call di 30 minuti oppure inizia dalla valutazione preliminare gratuita dell'AI Rating.

    Oppure scrivi a hello@zerofive.ai