Torna al blogStrategia

    "Il board ci chiede una strategia AI": da dove iniziare in 90 giorni

    Quando il board chiede una strategia AI, la tentazione è partire dai tool. La sequenza dei 90 giorni: misurare, scegliere, avviare la prima validazione, con i deliverable per il consiglio.

    ZeroFive.AI 14 luglio 2026Aggiornato il 18 settembre 2026 4 min

    La telefonata con cui si apre questa storia la riceviamo ormai ogni mese, con variazioni minime: il consiglio ha chiesto una strategia AI entro il prossimo trimestre, l'incarico è atterrato su un dirigente capace e improvvisamente solo, e la prima mossa istintiva, già in agenda, è un giro di demo con i fornitori. È la mossa che questa serie ha passato sei mesi a sconsigliare, e il pezzo che la chiude vuole offrire l'alternativa in forma eseguibile: la sequenza dei novanta giorni, con le settimane contate e i deliverable che il board si aspetta di vedere.

    La premessa che ordina tutto sta in una distinzione: il board non sta chiedendo un elenco di tecnologie, sta chiedendo dove l'AI serve al business, quanto costa, cosa rischia e chi risponde. A quella domanda non si risponde partendo dai tool, si risponde partendo da una fotografia.

    Settimane 1-4: la fotografia

    Il primo mese produce la base fattuale che rende oneste tutte le decisioni successive, e ha due cantieri paralleli. Il primo è la misurazione della maturità sulle quattro dimensioni che i lettori conoscono, Readiness, Delivery, Risk e Confidence: dove siamo pronti, dove sappiamo eseguire, cosa ci è permesso fare, chi ci crede. Il secondo è il censimento di ciò che esiste già, i progetti in corso con il loro stato vero, i sistemi in uso compresi quelli mai autorizzati, perché in oltre il 90% delle aziende, contava il MIT (2025), la shadow AI è la strategia di fatto in attesa di quella ufficiale.

    Il deliverable di fine mese è il punto di partenza dichiarato: il rating con i gap nominati, l'inventario, e la prima verità scomoda da portare al vertice, che quasi sempre riguarda i dati o la governance, non i modelli.

    Settimane 5-8: le scelte

    Il secondo mese trasforma la fotografia in un portafoglio. La discovery degli use case raccoglie i candidati da tutte le funzioni, la griglia di prioritizzazione li ordina con pesi decisi prima, il Canvas costringe i primi tre-cinque a rispondere alle sei domande su una pagina, opportunità e rischi, priorità e stakeholder, capability e dipendenze, e i criteri di go/no-go fissano le soglie che decideranno al posto delle opinioni. In parallelo parte la governance minima che non può aspettare il piano perfetto: il registro dei sistemi, le responsabilità nominate, la policy sull'uso quotidiano che trasforma la shadow AI in adozione governata.

    Il deliverable di fine secondo mese è il portafoglio motivato: cosa facciamo, cosa non facciamo e perché, con i no scritti accanto ai sì, perché la strategia che non scarta niente non è una strategia, è una lista dei desideri.

    Settimane 9-13: la prova e il piano

    Il terzo mese fa la cosa che distingue una strategia da un documento: inizia a verificarla. Il caso d'uso in cima al portafoglio entra in validazione con il protocollo che conosciamo, golden set, soglie firmate, condizioni di arresto, tre settimane; l'esito, qualunque sia, è il primo dato reale della strategia, e un no a questo stadio vale quanto un sì, perché costa settimane invece di trimestri. Intorno alla prova si chiude il resto: la roadmap a dodici-diciotto mesi con i cantieri sequenziati, il modello di misurazione che dirà ogni trimestre se il piano sta funzionando, il capitolo compliance con le scadenze vere, quelle di agosto e quelle del 2027, dentro il piano invece che accanto.

    Al giorno novanta, davanti al consiglio, i deliverable sono quattro: la fotografia con il rating, il portafoglio con i suoi no, l'esito della prima validazione, la roadmap con governance e misure. Nessuna promessa di trasformazione, nessun tool consigliato per fede: una posizione misurata e un piano verificabile, che è esattamente ciò che un organo di governo può approvare senza fingere di capire ciò che non gli è stato spiegato.

    La chiusura del cerchio

    Chi ha letto questa serie dall'inizio riconoscerà nei novanta giorni la miniatura dell'intero percorso: misurare prima, decidere poi, validare sempre, governare mentre si fa. L'abbiamo aperta a gennaio con i pilot bloccati e la chiudiamo con il loro antidoto, e con l'unico numero dell'Osservatorio del Politecnico (febbraio 2026) che vale la pena ripetere un'ultima volta: il 71% delle grandi imprese ha progetti AI, il 9% ha una governance strutturata. La strategia dei novanta giorni è, in fondo, il ponte tra quei due numeri.

    È anche, senza giri di parole, il lavoro che facciamo: l'intera sequenza, dal rating alla roadmap approvata, è il percorso ZeroFive, e la prima conversazione costa mezz'ora di calendario, calendly.com/fabiolalli/zerofive, oppure hello@zerofive.ai. Se la telefonata con cui abbiamo aperto è arrivata anche a voi, la domanda giusta per iniziare non è quale tool scegliere. È: cosa sappiamo, oggi, di dove siamo davvero?

    Vuoi discuterne applicato alla tua azienda?

    30 minuti con noi per capire da dove iniziare, oppure un AI Rating per misurare il punto di partenza.

    #strategia AI azienda#roadmap AI 90 giorni#come iniziare con l'AI#piano AI per il board#AI Strategy
    Condividi

    Continua a leggere